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C. Bernardini
Il cervello del Paese

L’Università è un elemento importante, indispensabile a ogni moderno Paese sviluppato. Ma come è fatta e come funziona l’Università italiana? Tra l’istituzione e la sua immagine nella pubblica opinione ci sono spesso differenze profonde, e i luoghi comuni, nei mezzi di comunicazione di massa, si sprecano. Questo piccolo libretto vuole essere una descrizione rapida ma realistica sia di ciò che accade nell’Università sia di ciò che potrebbe accadere per migliorare il suo funzionamento e non solo la sua immagine esterna. Il punto su cui qui si insiste è quello che garantirebbe un corretto uso dell’autonomia, un’acquisizione invero assai recente: se una comunità colta come quella accademica è capace di collaborare al suo interno, allora le magnifiche sorti e progressive della ricerca e della formazione superiore possono essere meglio riconosciute dalla politica e possono divenire concreta realtà.

 

F. Marzano
Economia della crescita

Il presente volume approfondisce gli aspetti teorici dei problemi riguardanti un tema centrale dell’economia moderna e contemporanea, concernente – con riferimento ai Paesi capitalistici maturi – i fattori, gli andamenti, le politiche della crescita economica.
Il volume si compone di due Parti, in ciascuna delle quali la trattazione si snoda secondo il dispiegarsi nel tempo delle principali posizioni teoriche in argomento, dalla Ricchezza delle Nazioni di Adam Smith (1776) ai nostri giorni. Nella Parte I si fa riferimento all’intero spettro delle teorie (aggregate) della crescita secondo una certa sequenza, vale a dire dagli economisti classici a Marx e Schumpeter, ai keynesiani, ai neokeynesiani, ai neoclassici, fino alle teorie cosiddette della crescita endogena della seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso. Nella Parte II sono contenuti alcuni ‘cruciali’ Aggiornamenti su vari punti delle teorie della crescita economica, cominciando dalla ‘svolta’ attuata dall’economista neokeynesiano N. Kaldor (1966), per passare ad una ‘rivisitazione’ delle teorie della crescita endogena e pervenire alle più recenti posizioni non-neoclassiche emblematicamente rappresentate, da un lato, dai neokaldoriani (Leon Ledesma, 2002) e, dall’altro, dai neostrutturalisti (Lima, 2000).