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A. Abruzzese, R. Maragliano
Educare e comunicare

Le questioni dell’insegnare e dell’apprendere sono intimamente intrecciate con quelle poste dalla comunicazione. Soprattutto lo sono oggi, in relazione a quanto i media tradizionali e quelli di nuova configurazione incidono sulla quantità e sulla qualità dell’esperienza individuale e collettiva, mettendo in crisi le sedi istituzionali e aprendo nuove vie alla riproduzione nonché alla produzione stessa di sapere. Partendo da tali premesse, questo manuale intende fornire strumenti per interrogare il presente e vedere l’origine dei problemi che educazione e comunicazione si trovano a fronteggiare. Ciò che lo contraddistingue e ne fa una risorsa per pensare è l’attenzione per il ruolo di costruzione della realtà svolto dai media, soprattutto, ma non solo, da quelli di nuova generazione.

Collegandosi al sito http://www.educarecomunicare.it si possono trovare ulteriori materiali a cura del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive (LTA)

 

P. Matthiae
Gli Archivi Reali di Ebla

La sistematica esplorazione archeologica di Tell Mardikh, presso Aleppo nella Siria del nord, intrapresa per iniziativa di Paolo Matthiae nel 1964 e continuata fino ad oggi attraverso 45 campagne di scavo, ha portato all’identificazione dell’antichissimo centro urbano di Ebla e a quella che è considerata la più importante scoperta archeologica del secondo Novecento. Le indagini ad Ebla hanno profondamente rivoluzionato le conoscenze sulle più antiche fondamentali fasi della storia del Vicino Oriente antico, rivelando una delle maggiori protagoniste della seconda fase della fondazione della civiltà urbana. Nel quadro della rinascita archeologica di Ebla, un’estesa città fiorita tra il 2500 e il 1600 a.C., epocale è stata la scoperta, nel 1975, degli Archivi Reali. Risalenti al 2300 a.C., ricchi di migliaia di testi cuneiformi, di tipo economico, amministrativo, giuridico, lessicale, letterario, rappresentano una delle maggiori scoperte dell’archeologia orientale. In questo saggio, lo scopritore illustra il sensazionale ritrovamento degli Archivi Reali nel quadro delle altre testimonianze archeologiche di Ebla, i risultati delle letture e delle analisi dei testi con una ricostruzione della società, della religione, della lingua di quella cultura scomparsa e il significato della scoperta in paragone agli altri ritrovamenti di Archivi dell’Oriente antico.


T. De Mauro
Il linguaggio tra natura e storia

Il linguaggio umano nasce da un lungo processo evolutivo di forme di comunicazione più semplici che rintracciamo oggi nell’intera biomassa. Lo caratterizzano le diverse lingue in cui si realizza, con la loro molteplicità e la grande variabilità nel tempo e in una stessa comunità linguistica. Esse sono codici di comunicazione complessi ma di grande flessibilità, che possono rispondere alle disparate esigenze di una specie altamente adattiva come quella umana: il comunicare quotidiano, l’esprimere affetti o il riflettere e argomentare più complesso, le elaborazioni teoriche e scientifiche, della creazione letteraria e poetica, il ricordare e il progettare; e, ancora, l’esigenza di differenziarsi da altre comunità, stringendosi intorno alla propria tradizione linguistica, e quella, contraria, di aprirsi agli altri e al nuovo. Nella loro flessibilità, le lingue si intrecciano con ogni sorta di esperienze umane collettive e sociali, individuali e personali. Capire un universo così complesso richiede le cure di filologia e linguistica, ma anche l’apporto sia della storia e di altri studia humanitatis, sia di scienze naturali ed esatte, come biologia, etologia, neurofisiologia, statistica, teoria matematica della comunicazione, dei calcoli e dei linguaggi logico-simbolici. Queste le idee e tesi esposte e sottoposte a verifica nei capitoli del volume.

 

M. Vianello
Lo specchio americano
Dio, Cesare e la Frontiera

Investiti da una crisi che ha minato alle fondamenta un modello di sviluppo considerato irreversibile, reduci da una presidenza che ha proiettato nel mondo un’immagine catastrofica del paese, tanto da giustificare i dubbi sulla loro consistenza morale e sulla loro tenuta democratica, gli Stati Uniti stentano oggi a comprendere se stessi. Impossibile, comunque, capirli con i nostri parametri europei. Tuttavia cercare di farlo è essenziale, non solo perché rappresentano una parte fondamentale del mondo in cui viviamo, ma perché offrono un quadro col quale dobbiamo inevitabilmente confrontarci per comprendere meglio, come in uno specchio, anche noi stessi nella faticosa transizione da società chiusa a società aperta.
Reagendo ai giudizi spesso formulati da chi ha poca consuetudine con gli Stati Uniti, questo saggio si propone di coglierne l’elemento valoriale di fondo, il cuore pulsante di quello che a ragione fu chiamato il «Nuovo Mondo», identificandolo nel «soggettivismo etico», intrinsecamente connesso alla visione laico-religiosa di origine protestante che fa di essa un caso unico nella storia e rappresenta una rottura insanabile con le tradizioni integraliste, in particolare con il Cattolicesimo. La «frontiera» tra Cesare e Dio è riapparsa dopo diciassette secoli in America per la prima volta nella storia dell’Occidente. Il soggettivismo etico che da essa è nato e si è sviluppato rappresenta l’unica leva ancora possibile per far maturare, con la democrazia, un processo di radicale trasformazione dei meccanismi del potere dal tradizionale approccio strumentale a una nuova concezione della vita pubblica fondata sull’empatia. Acquisire questo sostrato della civiltà americana è indispensabile per capire la fase che potrebbe aprirsi con la presidenza Obama.