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L’organizzazione dello spazio è il fulcro compositivo della pala di Gand. Il quadro raffigura sia il mondo umano che quello divino, strutturandoli però in maniera diversa. Il mondo terrestre è quello in cui vive il fruitore dell’opera, ed è quindi reso secondo la sua visuale (che è quella di un osservatore esterno alla realtà raffigurata). Ad esso si contrappone uno spazio altro, sovrasensibile, presentato invece secondo la prospettiva di un immaginario osservatore che si trovi all’interno del dipinto. In questo modo il divino e l’umano sono raffigurati contemporaneamente, nello stesso quadro. La contrapposizione strutturale caratterizza il polittico sia quando è aperto, sia quando è chiuso, manifestandosi, però, in maniera diversa. Nella pala aperta questo criterio compositivo si manifesta nell’uso di due diverse prospettive; nella pala chiusa, invece, la contrapposizione ha una natura stilistica, perché il pittore sfrutta vari procedimenti figurativi, innanzitutto la gamma cromatica. L’analisi della pala di Gand permette di dimostrarne il complesso contenuto teologico: è una sorta di trattato di teologia, che può essere colto solo dopo aver compreso la speciale «lingua» dell’opera. |
La ricerca pedagogica che ha come partecipanti i minori solo da poco tempo è diventata oggetto di riflessioni sistematiche, mirate ad identificare metodi e tecniche specifiche per la ricerca con bambini e ragazzi e a sviluppare un’etica della ricerca. |
© Mondadori Università 2010 |
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