C. Cieri Via, Micol Forti (a cura di)
Aby Warburg e la cultura italiana

Il libro, che raccoglie una serie di saggi di studiosi italiani e tedeschi, vuole dare un contributo al rapporto di Aby Warburg con l’Italia, in particolare nella ricezione del suo pensiero e della sua eredità da parte della cultura italiana nella prima metà del Novecento.
Esso è strutturato in due parti. La prima si concentra sui rapporti con gli storici dell’arte e della cultura italiani e all’impatto con la situazione politica e ideologica della fine degli anni Venti. La seconda è dedicata al Nachleben, vale a dire alla «sopravvivenza» del pensiero di Aby Warburg e dell’Istituto da lui fondato nella cultura italiana fino alla metà del Novecento, quando fu piuttosto il Warburg Institute a entrare in contatto con le Istituzioni e gli studiosi italiani: da Ranuccio Bianchi Bandinelli a Giulio Carlo Argan, da Augusto Campana ad Arnaldo Momigliano ad Arturo Farinelli. Gli esiti di tale sopravvivenza si rintracciano anche negli studi di autori, come Ernesto de Martino e Enrico Castelli, che in Italia sembrano aver colto e interpretato quell’impostazione interdisciplinare che si pone in modo del tutto innovativo nella cultura italiana del secondo dopoguerra.

 

 

M. De Felice, G. Giorello, F. Moriconi, L. Piccinato, G. Salinetti
Conoscere de Finetti

Questo è un libro rivolto soprattutto ai giovani – che intraprendono gli studi universitari, e guardano alle future professioni – e alle imprese. I giovani debbono assolutamente conoscere Bruno de Finetti – grande scienziato – e leggerlo e incorrere il prima possibile nel fascino delle sue argomentazioni sul saper vedere il mondo con gli strumenti della matematica e della probabilità. Alle imprese – con la sua attività di uomo d’impresa – de Finetti può dare utili esempi, come al solito violentemente concreti, per rispondere a quelle che sembrano le nuove sfide: nel campo della gestione dei rischi, dell’organizzazione e dell’informatica, nella ricerca della capacità di prevedere e pilotare i cambiamenti. Questo libro è una guida pratica alla lettura e all’uso degli scritti di de Finetti: più di 300, sulla probabilità, la statistica, l’economia e la finanza, la filosofia, l’organizzazione d’impresa, le “macchine che pensano” (i calcolatori elettronici).


T. De Mauro
Il linguaggio tra natura e storia

Il linguaggio umano nasce da un lungo processo evolutivo di forme di comunicazione più semplici che rintracciamo oggi nell’intera biomassa. Lo caratterizzano le diverse lingue in cui si realizza, con la loro molteplicità e la grande variabilità nel tempo e in una stessa comunità linguistica. Esse sono codici di comunicazione complessi ma di grande flessibilità, che possono rispondere alle disparate esigenze di una specie altamente adattiva come quella umana: il comunicare quotidiano, l’esprimere affetti o il riflettere e argomentare più complesso, le elaborazioni teoriche e scientifiche, della creazione letteraria e poetica, il ricordare e il progettare; e, ancora, l’esigenza di differenziarsi da altre comunità, stringendosi intorno alla propria tradizione linguistica, e quella, contraria, di aprirsi agli altri e al nuovo. Nella loro flessibilità, le lingue si intrecciano con ogni sorta di esperienze umane collettive e sociali, individuali e personali. Capire un universo così complesso richiede le cure di filologia e linguistica, ma anche l’apporto sia della storia e di altri studia humanitatis, sia di scienze naturali ed esatte, come biologia, etologia, neurofisiologia, statistica, teoria matematica della comunicazione, dei calcoli e dei linguaggi logico-simbolici. Queste le idee e tesi esposte e sottoposte a verifica nei capitoli del volume.

 

F. Marzano
Economia della crescita

Il presente volume approfondisce gli aspetti teorici dei problemi riguardanti un tema centrale dell’economia moderna e contemporanea, concernente – con riferimento ai Paesi capitalistici maturi – i fattori, gli andamenti, le politiche della crescita economica.
Il volume si compone di due Parti, in ciascuna delle quali la trattazione si snoda secondo il dispiegarsi nel tempo delle principali posizioni teoriche in argomento, dalla Ricchezza delle Nazioni di Adam Smith (1776) ai nostri giorni. Nella Parte I si fa riferimento all’intero spettro delle teorie (aggregate) della crescita secondo una certa sequenza, vale a dire dagli economisti classici a Marx e Schumpeter, ai keynesiani, ai neokeynesiani, ai neoclassici, fino alle teorie cosiddette della crescita endogena della seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso. Nella Parte II sono contenuti alcuni ‘cruciali’ Aggiornamenti su vari punti delle teorie della crescita economica, cominciando dalla ‘svolta’ attuata dall’economista neokeynesiano N. Kaldor (1966), per passare ad una ‘rivisitazione’ delle teorie della crescita endogena e pervenire alle più recenti posizioni non-neoclassiche emblematicamente rappresentate, da un lato, dai neokaldoriani (Leon Ledesma, 2002) e, dall’altro, dai neostrutturalisti (Lima, 2000).