U. Melotti e L. Solivetti (a cura di)
Perché la sociologia?
Franco Ferrarotti, il più noto sociologo italiano vivente, è ben più che un accademico. Il suo contributo allo studio della società è cominciato ben prima della sua pur lunga attività universitaria. Sin dagli anni Cinquanta si è impegnato per il rilancio in Italia della sociologia, che, già colpita dal fascismo, incontrava ancora l’ostilità sia del dominante gruppo culturale neoidealista, sia degli influenti intellettuali di orientamento marxista. Insofferente dei condizionamenti accademici, ha svolto un’attività a tutto campo. Nel 1951 ha fondato i «Quaderni di Sociologia» e alla vigilia del ’68 la combattiva «Critica Sociologica»; ha collaborato a tutti i principali giornali italiani; si è impegnato al fianco di Adriano Olivetti per un’illuminata riforma produttiva e sociale; è stato parlamentare indipendente, con un ruolo a volte determinante, in un momento cruciale della politica italiana; ha diretto importanti strutture scientifiche; ha pubblicato un’imponente quantità di libri e di articoli.
In questo volume Ferrarotti risponde a una serie di domande postegli da Umberto Melotti e Luigi Solivetti. I temi trattati concernono la società italiana, le sue trasformazioni, le relazioni tra cultura e politica, la società multiculturale, la globalizzazione e il ruolo della sociologia. Seguono documenti, interventi e testimonianze sulla sua opera, un florilegio di citazioni e un’amplia bibliografia. |
|
A. Bruschi
Introduzione alla storia dell'architettura
Le Facoltà di architettura italiane si distinguono, in Europa, per lo spazio riservato alla storia. Il volume è dedicato agli studenti e a tutti coloro che si avvicinano all’architettura e si propone, in forma piana ed aperta, come guida alla ricerca di un metodo storico specifico per la Storia dell’architettura. Dopo un breve capitolo sulle origini (dal XV al XIX secolo), l’autore approfondisce l’emergere della storia dell’architettura come disciplina distinta dalla storia dell’arte: da Gustavo Giovannoni, uno dei principali fondatori della Scuola superiore di architettura (1919), poi Facoltà (1935), dell’Università di Roma e primo riferimento della cosiddetta «scuola romana», ad oggi. Affronta quindi le principali questioni sul rapporto fra «scienza» storica, architettura e didattica dell’architettura. Il lettore viene quindi guidato, passo dopo passo, a considerare le vicende ricorrenti nella realizzazione di un’architettura, dal programma alla costruzione, e riceve indicazioni sulle ricerche necessarie e l’uso delle fonti più attinenti, a partire dall’edificio stesso, per ricostruirne la complessità. «L’attenzione storica e critica si sposta dall’‘autore’ e dallo stesso risultato visivo conclusivo dell’opera – pur senza, ovviamente ignorarli – al suo processo di formazione con l’intervento e la partecipazione di tanti protagonisti». Seguono esemplificazioni sulla stesura di una ricerca e un’appendice che esemplifica la configurazione di schede sui principali strumenti, quali il rilievo, i disegni e i documenti, l’analisi delle tecniche e dei materiali. |
C. Angelici, M. Caravale, L. Moscati,
U. Petronio, P. Spada
Negozianti e imprenditori
In occasione del bicentenario del Code de commerce napoleonico, la prima codificazione del diritto commerciale entrata in vigore il 1° gennaio 1808, il volume ne esamina le origini ed il significato nel momento dell’emanazione, l’influenza che ha esercitato sull’evoluzione della cultura commercialistica del XIX secolo ed i riflessi che ne sono derivati per il diritto attuale. Vengono affrontati cinque temi centrali: il processo di formazione del codice ed i suoi rapporti sia con la vicenda rivoluzionaria da cui ha tratto origine sia con i testi normativi ed i progetti di loro revisione che lo precedettero; il suo ruolo per la costruzione teorica del diritto commerciale ad opera del primo e più importante interprete; il dibattito che ne derivò, specie nella cultura giuridica italiana, in merito al tema dei rapporti tra diritto civile e diritto commerciale e tra le relative codificazioni; ed infine la sua rilevanza per due aspetti decisivi per il sistema del diritto commerciale, la funzione in esso delle nozioni di impresa e società. L’opera intende così collocarsi nel solco della tradizione, che tanta parte ha avuto per l’evoluzione del diritto commerciale e della sua cultura, secondo cui la comprensione del diritto vigente non può avvenire senza un costante confronto con i dati storici e con quelli comparatistici. |
|
C. Bernardini
Il cervello del Paese
L’Università è un elemento importante, indispensabile a ogni moderno Paese sviluppato. Ma come è fatta e come funziona l’Università italiana? Tra l’istituzione e la sua immagine nella pubblica opinione ci sono spesso differenze profonde, e i luoghi comuni, nei mezzi di comunicazione di massa, si sprecano. Questo piccolo libretto vuole essere una descrizione rapida ma realistica sia di ciò che accade nell’Università sia di ciò che potrebbe accadere per migliorare il suo funzionamento e non solo la sua immagine esterna. Il punto su cui qui si insiste è quello che garantirebbe un corretto uso dell’autonomia, un’acquisizione invero assai recente: se una comunità colta come quella accademica è capace di collaborare al suo interno, allora le magnifiche sorti e progressive della ricerca e della formazione superiore possono essere meglio riconosciute dalla politica e possono divenire concreta realtà. |